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La situazione dei rifiuti elettronici nel 2024
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Rifiuti elettronici 2024: il Regno Unito sarà il ​​maggior fornitore

Nel 2018 la Norvegia presentava una percentuale del 43,9% di riciclo dei rifiuti elettronici – RAEE. Il Regno Unito, nel 2021, aveva una percentuale di riciclo dei RAEE del 31,2%.

La studio di Uswitch: chi ne fornirà di più nel 2024

Maggior contribuente rifiuti elettronici 2024

Lo studio condotto da Uswitch suggerisce che il Regno Unito è pronto a superare la Norvegia per diventare il più grande fornitore mondiale di rifiuti elettronici entro il 2024.

Attualmente è la Norvegia a produrre la maggior parte di RAEE. La produzione pro capite di questi rifiuti nel paese, infatti, ammonta a 26 chilogrammi. Al secondo posto c’è il Regno Unito con una produzione pro capite di RAEE di 23,9 chilogrammi, appena superiore alla Svizzera con 23,4 chilogrammi pro capite. Il fatto allarmante, però, è che il Regno Unito esporta illegalmente circa il 40% dei suoi rifiuti elettronici verso altri paesi. Gli studi mostrano anche che i RAEE prodotti dal Regno Unito potrebbero aumentare fino a 55.000 tonnellate entro il 2030.

Una maggiore produzione corrisponde a maggiori rifiuti elettronici

Il perpetrarsi di questa tendenza al rialzo, nella produzione di RAEE nel Regno Unito, lo renderà il principale contribuente di rifiuti elettronici tra i paesi globali già dal prossimo anno. Nel frattempo, si prevede che il programma di ritiro dei RAEE previsto in Norvegia aiuterà il paese a migliorare attivamente la gestione di questa tipologia di rifiuti. D’altronde, anche la Svizzera dispone di un simile programma di ritiro, come si può osservare dal rapporto dello studio.

Nel frattempo, il governo del Regno Unito ha in programma una consultazione sui miglioramenti da mettere in atto per promuovere un efficace sistema di gestione dei RAEE, che si concentrerà principalmente sulle riforme e sulle legislazioni governative intese a promuovere il riciclaggio e il riutilizzo.

La situazione in Italia

I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia

Secondo il Rapporto Annuale 2022 promosso dal Centro di coordinamento RAEE, l’Italia nello scorso anno ha avviato a un corretto riciclo poco più di 360.000 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ciò evidenzia un calo del 6,2% rispetto alla conduzione più virtuosa tenuta dal Paese nel 2021. La situazione, quindi, è sicuramente da migliorare e prima di poterci dire un Paese virtuoso, c’è ancora tanto da fare.

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Come smaltire un vecchio computer

In un’epoca in cui la tecnologia avanza rapidamente, è comune trovarsi davanti al problema su come smaltire un vecchio computer obsoleto e non più utilizzabile. Tuttavia, smaltire un vecchio PC non è un’operazione da prendere alla leggera, poiché questi dispositivi contengono materiali potenzialmente dannosi per l’ambiente. In questo articolo, esploreremo i modi corretti per smaltire i vecchi PC secondo la normativa vigente in Italia, come preparare il dispositivo prima di eliminarlo e dove rivolgersi per un corretto smaltimento.

Come smaltire un vecchio computer secondo la Legge

In Italia, il Decreto Legislativo n. 49 del 2014 regolamenta lo smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), tra cui i vecchi PC. Secondo questa normativa, i produttori di apparecchiature elettroniche sono responsabili della raccolta e del trattamento dei RAEE. Pertanto, è importante rivolgersi a centri di raccolta autorizzati o a rivenditori che offrono servizi di ritiro dei vecchi dispositivi.

Dove si butta il PC da smaltire

Non si dovrebbe mai gettare un vecchio PC nel cassonetto dei rifiuti comuni, poiché contiene materiali pericolosi che possono danneggiare l’ambiente. Invece, è necessario portarlo a un centro di raccolta autorizzato, come un’isola ecologica comunale o un punto vendita che offre il servizio di ritiro gratuito dei RAEE. In alternativa, è possibile contattare un’azienda specializzata nella raccolta e nel trattamento dei rifiuti elettronici, come Ecoschino Srl. Il gruppo si occupa non solo dell’acquisto e della raccolta di PC e dispositivi elettrici da smaltire, ma anche della rivendita di tutti i materiali riutilizzabili.

Cosa fare prima di buttare via il PC

Prima di smaltire un vecchio PC, è fondamentale cancellare tutte le informazioni personali e sensibili presenti sul dispositivo. È possibile farlo formattando l’hard disk o utilizzando software appositi per la cancellazione sicura dei dati. Inoltre, è consigliabile rimuovere eventuali componenti facilmente riciclabili, come le batterie, e smaltirle separatamente.

Chi ritira i PC vecchi

Molti rivenditori di elettronica offrono il servizio di ritiro gratuito dei vecchi dispositivi al momento dell’acquisto di uno nuovo. Inoltre, è possibile rivolgersi a centri di raccolta autorizzati o a aziende specializzate nella gestione dei rifiuti elettronici, come Ecoschino Srl, che si occupano della raccolta e del trattamento dei vecchi PC.

Come si smaltire un vecchio computer in Italia

In Italia, i rifiuti elettronici vengono smaltiti attraverso un processo di raccolta differenziata, trattamento e riciclaggio. I centri di raccolta autorizzati e le aziende specializzate, come Ecoschino Srl, si occupano di smontare i dispositivi, separare i materiali e inviarli a impianti di riciclaggio per il recupero di materie prime. Questo processo riduce l’impatto ambientale dei rifiuti elettronici e contribuisce a un’economia circolare.

Ecoschino Srl è un’azienda che si occupa della compravendita di rifiuti metallici e non, offrendo soluzioni per la raccolta e il trattamento dei rifiuti elettronici, tra cui i vecchi PC. Rivolgendosi a Ecoschino Srl, è possibile garantire uno smaltimento corretto e responsabile dei propri dispositivi obsoleti, contribuendo alla protezione dell’ambiente e al recupero di risorse preziose.

In conclusione, smaltire un vecchio PC in modo corretto è fondamentale per proteggere l’ambiente e rispettare la normativa vigente in Italia. Ricordatevi di cancellare i dati personali, portare il dispositivo a un centro di raccolta autorizzato o rivolgervi a un’azienda specializzata come Ecoschino Srl per garantire un trattamento adeguato dei rifiuti elettronici.

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Apparecchiature refrigeranti: come riciclarle e perché è importante

Le apparecchiature refrigeranti, come frigoriferi, congelatori e condizionatori d’aria, sono dispositivi indispensabili nella nostra vita quotidiana. Tuttavia, quando questi dispositivi diventano obsoleti o non funzionano più, è fondamentale smaltirli correttamente per proteggere l’ambiente e la salute umana. In questo articolo, esploreremo cosa sono le apparecchiature refrigeranti, le fasi del loro riciclo, l’importanza del riciclaggio e la normativa vigente in Italia sui rifiuti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Cosa sono le apparecchiature refrigeranti

Le apparecchiature refrigeranti sono dispositivi elettrici ed elettronici utilizzati per raffreddare o congelare prodotti alimentari, bevande e altri materiali. Questi dispositivi utilizzano gas refrigeranti, come i clorofluorocarburi (CFC) e gli idroclorofluorocarburi (HCFC), che possono avere un impatto negativo sull’ambiente se non gestiti correttamente. Le apparecchiature refrigeranti rientrano nella categoria dei rifiuti RAEE, che comprende tutti i dispositivi elettrici ed elettronici che sono stati scartati o non sono più utilizzabili.

Quali sono le fasi del riciclo delle apparecchiature refrigeranti

Il processo di riciclaggio delle apparecchiature refrigeranti può essere suddiviso in diverse fasi:

  1. Raccolta: Le apparecchiature refrigeranti dismesse vengono condotte nei centri di raccolta autorizzati o presso i rivenditori che offrono un servizio di ritiro gratuito al momento dell’acquisto di un nuovo dispositivo.
  2. Trasporto: Le apparecchiature raccolte vengono trasportate in impianti di trattamento specializzati, dove vengono smaltite in modo sicuro e conforme alle normative vigenti.
  3. Prelavorazione: In questa fase, le apparecchiature vengono smontate e i componenti pericolosi, come i gas refrigeranti e i condensatori al PCB, vengono separati e trattati separatamente.
  4. Riciclaggio: I materiali recuperati, come plastica, materiali metallici e non metallici, oltre al vetro, vengono separati e inviati a impianti di riciclaggio per essere trasformati in nuovi prodotti.
  5. Smaltimento: I materiali non riciclabili vengono smaltiti in modo sicuro e conforme alle normative vigenti.

Perché è importante riciclare le apparecchiature refrigeranti

Il riciclaggio delle apparecchiature refrigeranti è fondamentale per diverse ragioni:

  1. Protezione dell’ambiente: Il riciclaggio previene l’emissione di gas serra e sostanze chimiche pericolose nell’ambiente, riducendo l’impatto sul cambiamento climatico e la distruzione dell’ozono.
  2. Risparmio energetico: Il riciclaggio dei materiali consente di ridurre la quantità di energia necessaria per produrre nuovi dispositivi, contribuendo a ridurre la domanda di risorse naturali e l’impatto ambientale dell’estrazione.
  3. Riduzione dei rifiuti: Il riciclaggio delle apparecchiature refrigeranti contribuisce a ridurre la quantità di rifiuti che finiscono in discarica, preservando lo spazio e riducendo l’inquinamento del suolo e delle acque sotterranee.

Qual è la normativa vigente in Italia sui rifiuti RAEE

Il Decreto Legislativo n. 49 del 2014 è una normativa italiana che riguarda il trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Questo decreto attua la Direttiva 2012/19/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012, relativa ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (WEEE).

I materiali che rientrano nella categoria dei RAEE sono suddivisi in 6 categorie principali:

  1. Grandi elettrodomestici: frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, cucine elettriche, ecc.
  2. Piccoli elettrodomestici: aspirapolvere, ferri da stiro, tostapane, macchine per il caffè, ecc.
  3. Apparecchiature informatiche e di telecomunicazione: computer, stampanti, telefoni, fax, ecc.
  4. Apparecchiature di consumo: televisori, videoregistratori, radio, lettori musicali, ecc.
  5. Apparecchi di illuminazione: lampade fluorescenti, lampade a scarica ad alta intensità, ecc.
  6. Strumenti elettrici ed elettronici: trapani, seghe, strumenti di misura, ecc.

Il Decreto Legislativo n. 49 del 2014 stabilisce le seguenti disposizioni principali:

  1. Prevenzione: promuovere la progettazione ecocompatibile delle apparecchiature elettriche ed elettroniche per ridurre l’impatto ambientale dei RAEE.
  2. Raccolta differenziata: i produttori devono organizzare e finanziare sistemi di raccolta differenziata per i RAEE provenienti da utenti domestici e non domestici.
  3. Trattamento e riciclaggio: i RAEE devono essere trattati e riciclati in modo adeguato per recuperare materiali e ridurre l’impatto ambientale.
  4. Obiettivi di raccolta: il decreto stabilisce obiettivi di raccolta differenziata per i produttori, che devono essere raggiunti entro determinate scadenze.
  5. Registrazione e reporting: i produttori devono registrarsi presso un’apposita autorità e fornire informazioni sulle quantità di apparecchiature immesse sul mercato e sui RAEE raccolti e trattati.

In sintesi, il Decreto Legislativo n. 49 del 2014 mira a ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche attraverso la prevenzione, la raccolta differenziata, il trattamento e il riciclaggio, stabilendo obiettivi di raccolta e responsabilità per i produttori.

Concludendo….

Il riciclaggio delle apparecchiature refrigeranti è un processo fondamentale per proteggere l’ambiente e la salute umana. È importante essere consapevoli delle normative vigenti e delle responsabilità dei produttori e dei rivenditori per garantire un corretto smaltimento di questi dispositivi. Ricordiamo, infine, che ognuno di noi ha un ruolo importante nel contribuire a ridurre l’impatto ambientale delle apparecchiature refrigeranti, scegliendo dispositivi più efficienti dal punto di vista energetico e smaltendo correttamente quelli dismessi. Ecoschino, in questo senso, è parte del sistema di recupero dei materiali riciclabili, acquistando i rottami dismessi per consentire a tutte le materie possibili di essere reintrodotte nel circolo produttivo.