RICICLO PLASTICA: QUALI SONO LE FASI DEL PROCESSO DI RICICLO DELLA PLASTICA

Con l’espressione “riciclo della plastica” si indica il processo di riciclaggio dei rifiuti che presentano un imballaggio in plastica. Il riciclaggio di questo materiale è sempre finalizzato allo smaltimento e al recupero dei materiali che sono potenzialmente utili e quindi riutilizzabili nel processo produttivo. Ma come in che modo si realizza il riciclo della plastica? Esistono anche plastiche non riciclabili e qual è il loro percorso nella catena dei rifiuti? Scopri assieme a noi come funziona, qual è l’iter del riciclo, perché è essenziale differenziare e quali sono le tipologie di plastica riciclabile.

RICICLO DELLA PLASTICA: COS’E’?

Il riciclaggio della plastica include tutte le strategie e le tecniche volte allo smaltimento e al riutilizzo dei rifiuti che presentano imballaggi in plastica.

L’Europa oggi è in grado di riciclare una quota di plastica compresa fra il 30 e il 40% rispetto alla produzione totale di questo materiale. Il resto della plastica, non riciclata, viene indirizzata agli inceneritori.

Chiaramente, il processo di riciclaggio della plastica, nel complesso, può essere migliorato, anzi dovrebbe esserlo, visto che si prevede che entro i prossimi vent’anni si produrrà una quantità di plastica doppia rispetto a quella odierna.

Ritieni che sia un valore basso? Non è così, infatti, l’Europa è abbastanza avanti anche rispetto a Paesi come gli Stati Uniti, in cui il riciclo della plastica è fermo al 9%. Questa percentuale, poi, scende se guardi a quei Paesi considerati in via di sviluppo.

Scopriamo, quindi, come funziona il riciclaggio della plastica e quali sono i passaggi del riciclo della plastica. Ma non è tutto qui. Ti vogliamo svelare anche perché non tutta la plastica viene riciclata.

Riciclo della plastica: come funziona?

Per riciclare la plastica è necessario seguire un iter, che conta diversi passaggi. Il primo è quello della raccolta differenziata, l’ultimo è il riutilizzo della plastica riciclata. Per riciclare la plastica, anzitutto, è necessario separare la plastica a seconda della tipologia di materiale e alla sua dimensione. Separando le tipologie di plastica è possibile passare alle altre fasi del riciclaggio.

1. Raccolta differenziata

Il riciclaggio della plastica necessita, per la sua realizzazione, della raccolta differenziata. Sebbene possa sembrare un’ovvietà, differenziare in maniera corretta la plastica, è un passaggio essenziale. Una corretta differenziazione conduce a una migliore gestione dei rifiuti. Solo differenziando i rifiuti si può procedere al riciclaggio.

2. Smistamento della plastica e separazione dei rifiuti

Dopo la raccolta differenziata, la plastica viene inviata agli impianti specializzati nel riciclaggio. Questi impianti sono dotati di macchinari progettati per selezionare i rifiuti. Uno scanner a infrarossi identifica le diverse tipologie di plastica, distingue, ad esempio, il PET dal PE, dal PVC, mentre la macchina invia in diversi luoghi la plastica secondo la sua dimensione mediante un getto d’aria. È importante che i rifiuti di plastica abbiano le stesse dimensioni prima di essere macinati.

3. Macinazione o frantumazione

La macinazione viene eseguita all’interno degli impianti di trasformazione dei rifiuti, che tramutano la plastica usata in materia prima riutilizzabile. I rifiuti vengono condotti all’impianti di trasformazioni sotto forma di grandi cubi. Negli impianti i cubi di plastica vengono separati e distinti a seconda della tipologia di prodotto. Vengono quindi separati i tappi dalle bottiglie e via dicendo. Questa divisione viene effettuata per via degli additivi presenti nei diversi tipi di plastica, in modo che, al momento del riciclo è possibile ottenere una materia prima perfettamente riutilizzabile.

4. Lavaggio della plastica

Il lavaggio della plastica è necessario per ripulire i rifiuti da sporco o residui di cibo eventualmente presenti. Tale procedura viene effettuata anche per eliminare residui di sapone o altre sostanze. Ciò significa che è inutile ripulire la plastica prima di gettarla via, perché comunque questo passaggio sarà eseguito mediante macchinari specifici al momento del riciclaggio. Se vuoi eliminare lo sporco più grosso dalla plastica prima di differenziarla va bene, ma è inutile ripulirla con spugna e detersivo, perché consumeresti acqua inutilmente.

5. Triturare i rifiuti di plastica

I rifiuti di plastica, una volta lavati vengono ridotti in fiocchi di plastica. La plastica viene trasformata in coriandoli, chiamati flakes. A questo punto, la macchina suddivide i fiocchi di plastica per colore. I fiocchi suddivisi vengono riscaldati e poi subito raffreddati. Prima di essere completamente freddi vengono tagliati in pezzetti. Dopo questo passaggio la plastica è pronta per essere riutilizzata e trasformata in altro.

Riciclare la plastica: come viene riutilizzata alla fine del processo di riciclaggio?

La plastica riciclata può essere riutilizzata in svariati modi. In realtà, la plastica riciclata può essere adoperata in molti modi tanto nel settore del tessile, dell’abbigliamento e degli accessori, ma anche nel settore dell’automotive o dell’arredamento. Ciò significa che la plastica riciclata può essere riutilizzata per produrre nuove scarpe o delle tende, ma anche mobili e sedie, scooter e occhiali, vasi e utensili vari. In plastica riciclata sono realizzati tutti i prodotti in PE, acronimo che sta per polietilene, utile a produrre adesivi e sacchetti per l’immondizia, ma anche nastri e bottiglie.

Riciclare plastica: perché è importante?

L’importanza del riciclo della plastica è strettamente legata ai problemi dell’inquinamento ambientale. A differenza dei danni ambientali legati al consumo di risorse, come avviene nel caso del ferro, del vetro o dell’alluminio, quelli prodotti dalla plastica, invece, sono legati all’alterazione dell’ecosistema. A comprendere l’importanza di non trasformare in rifiuto in prodotti di plastica nasce nel 1972, quando viene fondata la Plastic Waste Recycling Mill, negli USA, nello Stato di Pennsylvania. Quest’impianto nacque per evitare che gli scarti della lavorazione della plastica venissero gettati via: obiettivo era quello di riconvertire la plastica di scarto. Successivamente, l’impianto cominciò a occuparsi anche di riciclare la plastica di scarto nel post-consumo degli oggetti.

Plastica non riciclabile: qual è la sua fine?

La plastica non riciclabile è quella che viene da oggetti composti da tipologie di plastica che non possono essere separate. Questa tipologia di oggetti viene inviata direttamente agli inceneritori.

Per riconoscere la plastica non riciclabile è un’ottima idea leggere l’etichetta. Queste plastiche sono generalmente etichettate con il numero 7, come il caso di alcuni imballi di alimenti. Sono considerate plastiche non riciclabili anche le plastiche non etichettate: è il caso di alcune montature di occhiali in plastica. Tutti questi materiali vengono inviati agli inceneritori o, in alcuni casi, ai termovalorizzatori, che bruciano i rifiuti. Alcune plastiche non riciclabili possono essere utilizzate anche come combustibile per le fornaci delle acciaierie, in sostituzione del carburante fossile.

Sebbene un chilogrammo di plastica produca un valore più alto di energia rispetto a un chilogrammo di carbone, l’utilizzo di plastica come combustibile è errato. La plastica bruciando produce diossina, metalli pesanti e gas serra.
Alcuni impianti, moderni e sostenibili, utilizzano depuratori e filtri che catturano tutti i componenti dannosi per l’ambiente.

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