Quello della sostenibilità ambientale e dei rottami ferrosi è un tema cui, sempre più spesso, si fa riferimento quando si affrontano discorsi riguardo i settori più disparati. In ambito economico e sociale, infatti, il diktat è di sfruttare al meglio le risorse e ridurre le emissioni di gas inquinanti. L’obiettivo, cui l’uomo dovrebbe tendere, quindi, è quello di assicurare la produzione di beni e servizi senza mai perdere di vista il Pianeta, garantendo un ambiente salubre per tutti gli esseri viventi delle future generazioni. Ma cos’è la sostenibilità e cosa significa sostenibilità ambientale? Soprattutto: come la rivendita di rottami può concorrere alla salvaguardia delle risorse e del Pianeta?

Cos’è la sostenibilità ambientale?
“Sustineo/Sustinere” è questo il verbo latino da cui deriva il termine “Sostenibilità”. Il termine, quindi, può significare letteralmente tanto sostenere quanto resistere, ma anche durare e sorreggere, sopportare e nutrire. Proteggere. La varietà dei significati del termine latino rimanda al senso scientifico che si attribuisce al termine, il quale fa spesso riferimento a delle tematiche ambientali anche se, viene ormai utilizzato in diversi settori di studio o in molteplici campi d’azione. per questa ragione, quando si parla di sostenibilità, è necessario esplicitare il senso che si vuole attribuire al termine.

La parola sostenibilità entra a far parte del linguaggio comune nel 1987, quando viene utilizzata all’interno del rapporto Brundtland. Nel WCED si parla, infatti, di sviluppo sostenibile. Con sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo capace di soddisfare i bisogno della popolazione che vive nel presente senza per questo compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Pertanto, uno sviluppo può dirsi sostenibile quando vengono soddisfatti i bisogni primari dell’umanità e quando ciascun essere umano ha l’opportunità di aspirare a una vita migliore. Se il Rapporto Brundtland è il primo documento in cui si fa riferimento alla sostenibilità, la prima conferenza ONU sull’ambiente, tenutasi nel 1972, introduce il termine e lo rende il cardine di una nuova visione dello sviluppo nel 1992.
Dallo sviluppo sostenibile alla sostenibilità ambientale
Come abbiamo detto, la “sostenibilità” è stata affiancata, nel tempo, a diversi altri termini, con l’intento di dar vita ad accezioni che indicassero la necessità di un cambiamento teso a proteggere e sostenere, l’uomo e il Pianeta.

Con sostenibilità ambientale, si intende, infatti, il processo di cambiamento indispensabile per far fronte ai bisogni dell’uomo – non solo nel presente ma anche nel futuro – minimizzando lo sfruttamento delle risorse, adattando lo sviluppo tecnologico e piegando le norme istituzionali per il suo raggiungimento.
Per rendere la presenza dell’uomo più sostenibile per l’ambiente, le istituzioni hanno messo a punto delle norme che prevedono l’aumento delle aree verdi all’interno delle città ma anche l’ottimizzazione della viabilità. Per una sostenibilità vicina all’ambiente si è reso necessario intervenire anche sulla produzione manifatturiera e industriale. In quest’ambito si è imposta la riduzione delle emissioni di CO2 e il ricorso a strumenti e tecnologie azionate da fonti di energia rinnovabile.
Le normative hanno imposto o suggerito anche ai singoli cittadini di adottare nuovi stili di vita improntati sul corretto utilizzo delle risorse, sulla riduzione degli sprechi e sul puntuale smaltimento dei rifiuti.
Quali sono i 3 tipi di sostenibilità?
Alla già citata sostenibilità ambientale, si sommano due altri tipi di modelli “sostenibili”, strettamente interconnessi fra loro. Parliamo della sostenibilità economica e di quella sociale. Queste tre dimensioni della sostenibilità rimandano tutte allo sviluppo sostenibile, quindi, al raggiungimento di un benessere collettivo e di un progresso generalizzato.
Una società sostenibile è quella definita nel succitato Rapporto Brundtland, ovvero una società in cui vi sia un perfetto equilibrio fra il soddisfacimento dei bisogni presenti e la possibilità offerta alle generazioni future di soddisfare i propri.
Un’economia sostenibile, invece, è un’economia capace di mettere in atto processi economici e finanziari tali da utilizzare le risorse naturali nel rispetto della Natura, ovvero dando alle risorse l’opportunità di rigenerarsi secondo i loro ritmi.
L’Economia Circolare: lo strumento per rendere l’umanità “sostenibile” per il Pianeta

Degrado in cui versa l’ambiente, surriscaldamento globale e cambiamenti climatici che ne conseguono, consumi sovrabbondanti, aumento della popolazione mondiale e crescita economica in un sistema che risulta esausto, sono tutti fattori che mettono continuamente a rischio il raggiungimento di uno sviluppo che può dirsi sostenibile. Per ovviare a questi drammatici problemi e indirizzare l’umanità verso la piena sostenibilità è indispensabile applicare la circolarità, economica, sociale e dell’ambiente.
L’economia circolare si fonda su un modello attento a una produzione ideale di beni, a un loro corretto consumo e soprattutto alla riduzione degli sprechi al fine di ridurre l’uso di risorse naturali.
Questo modello conta quattro fasi:
- Condivisione
- Riutilizzo
- Riparazione
- Riciclo
L’obiettivo è quello di riutilizzare – quante più volte possibile – i prodotti in circolazione.
Commercio rottami ferrosi: perché è importante

Il commercio di rottami ferrosi è parte integrante del modello dell’economia circolare. La vendita e l’acquisto di materiali ferrosi, infatti, consente anzitutto un minor consumo di materie prime. Il riuso di metalli da riciclo evita la distruzione di aree ambientali e impedisce lo spreco di ingenti quantità di energia, necessarie non solo all’estrazione ma anche al trasporto e alla lavorazione delle materie prime.
Inoltre, il commercio di rottami ferrosi impedisce di trasformare le materie da riciclo in rifiuto destinato agli inceneritori, con conseguente produzione di gas serra. La permanenza delle proprietà di diversi metalli nel tempo consente di realizzare – all’infinito – prodotti partendo da rottami ferrosi.
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